Quando si parla di ormoni prodotti dal tessuto adiposo, il primo pensiero va alla leptina. Ma c’è un’altra sostanza fondamentale che merita attenzione: l’adiponectina. A differenza di molti altri mediatori associati all’accumulo di grasso, l’adiponectina ha un ruolo protettivo contro infiammazioni, malattie cardiovascolari e insulino-resistenza. Il paradosso? Viene prodotta dal grasso stesso.
Cos’è l’adiponectina
L’adiponectina è una proteina prodotta dal tessuto adiposo, in particolare dagli adipociti. È considerata un ormone ad azione benefica, poiché svolge un ruolo chiave nella regolazione del metabolismo di zuccheri e grassi, oltre a esercitare un potente effetto antinfiammatorio e vasoprotettivo.
A differenza di molte molecole secrete dal grasso viscerale che promuovono infiammazione e malattie, l’adiponectina agisce in senso opposto: più è alta la sua concentrazione nel sangue, migliori sono i parametri metabolici e cardiovascolari.
Cosa fa l’adiponectina nel nostro corpo
Le sue funzioni principali includono:
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- migliora la sensibilità all’insulina, facilitando l’ingresso del glucosio nelle cellule
- riduce i livelli di trigliceridi e acidi grassi liberi nel sangue
- ha un effetto antinfiammatorio sia a livello vascolare che sistemico
- protegge le arterie, prevenendo l’aterosclerosi
- favorisce l’ossidazione degli acidi grassi nei muscoli e nel fegato
Per questo motivo, l’adiponectina è considerata una molecola protettiva, con un impatto positivo su obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.
Quando l’adiponectina è bassa
Il paradosso è che i soggetti obesi tendono ad avere livelli più bassi di adiponectina. Questo accade soprattutto quando il grasso corporeo è concentrato a livello viscerale (addome), che è metabolicamente più attivo e tende a produrre molecole pro-infiammatorie.
Una riduzione dell’adiponectina è associata a:
- aumento della resistenza insulinica
- maggiore rischio di diabete e sindrome metabolica
- peggioramento del profilo lipidico
- infiammazione cronica di basso grado
Come aumentare l’adiponectina in modo naturale
La buona notizia è che alcuni comportamenti e scelte alimentari possono favorire un aumento dei livelli di adiponectina:
- perdita di peso, anche modesta, soprattutto se localizzata sull’addome
- attività fisica regolare, in particolare esercizio aerobico
- dieta ricca di acidi grassi insaturi (olio extravergine d’oliva, avocado, frutta secca)
- consumo di alimenti con polifenoli, come frutti di bosco, tè verde e cacao amaro
- riduzione di zuccheri raffinati, grassi trans e cibi ultraprocessati
Anche alcuni nutrienti, come magnesio e fibre solubili, sembrano influenzare positivamente i livelli di questo ormone.
Adiponectina e prevenzione
L’adiponectina è oggi al centro di molte ricerche cliniche perché rappresenta un potenziale marcatore precoce per diverse condizioni patologiche. Aumentarne la concentrazione potrebbe aiutare a:
- prevenire il diabete tipo 2
- migliorare la risposta glicemica in soggetti a rischio
- ridurre la progressione dell’aterosclerosi
- abbassare l’infiammazione sistemica nei disturbi metabolici
L’adiponectina è un ormone “buono” prodotto proprio dal grasso corporeo, che però diminuisce quando il grasso è in eccesso e di cattiva qualità. Conoscere il suo ruolo ci aiuta a capire che non conta solo quanto grasso abbiamo, ma dove è distribuito e come si comporta a livello metabolico. Promuovere sane abitudini alimentari e uno stile di vita attivo è il modo più semplice e concreto per tenere alto questo alleato silenzioso della nostra salute.
Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.