Quando d’estate tornavamo in Salento dalla zia Carmela, c’era una cosa che aspettavamo più del bagno nel mare di Porto Cesareo: i cecamariti. Nessuno li sapeva fare come lei. Preparava la pastella a occhio, spadellava tra zucchine e cipolle, e mentre friggeva, raccontava ridendo che “questi li do a tuo zio, così si dimentica che ho speso tutto al mercato!”. E in effetti, funzionava.
Da provare: Le ho servite a un aperitivo e sono sparite in 5 minuti: girelle di sfoglia con zucchine e pancetta
Le chiamano così non per caso: queste frittelle di verdure sono talmente buone da far chiudere un occhio ai mariti, anche quando le mogli ne combinano qualcuna. Una ricetta tutta salentina, condita con ironia, furbizia e il profumo dell’estate. E come tutte le cose nate tra le mura di casa, porta con sé sapori semplici e intensi, perfetti da condividere.
Tempi, porzioni e difficoltà
Preparazione: 20 minuti
Cottura: 15 minuti
Riposo: nessuno
Tempo totale: 35 minuti
Porzioni: per 4 persone
Calorie: circa 190 kcal per porzione
Difficoltà: facile
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Cosa occorre per preparare i cecamariti salentini
Pastella e verdure
- 2 uova piccole
- 300 g farina bianca
- 1 zucchina piccola o 1 melanzana
- 1 peperone verde lungo (oppure giallo o rosso)
- 1 cipolla bianca
- 5 pomodori piccoli e sodi
- 1 peperoncino fresco (facoltativo)
- 1 cucchiaio capperi dissalati
- sale quanto basta
- acqua tiepida quanto basta
- olio di oliva per friggere

Come fare i cecamariti salentini
Tritare le verdure per la pastella
Lavare la zucchina e il peperone, pulire la cipolla e tagliare tutto grossolanamente. Inserire le verdure nel mixer con il peperoncino, se gradito, e tritare in modo irregolare, senza ridurle in purea. Tagliare anche i pomodori a dadini piccoli e tenerli da parte.
Preparare una pastella perfetta
In una ciotola capiente unire la farina, le uova e un pizzico di sale. Aggiungere poco alla volta l’acqua tiepida mescolando con una frusta, fino a ottenere una pastella liscia e abbastanza densa da trattenere le verdure. Non deve essere liquida.
Unire le verdure e mescolare con cura
Versare nella pastella le verdure tritate, i pomodori a dadini e i capperi precedentemente dissalati. Mescolare bene con un cucchiaio fino a ottenere un composto omogeneo e colorato.
Friggere i cecamariti
Scaldare abbondante olio di oliva in una padella dai bordi alti. Quando è ben caldo, prelevare l’impasto a cucchiaiate e immergerlo nell’olio. Friggere poche frittelle per volta, girandole quando si dorano da un lato. Scolare su carta assorbente e lasciar intiepidire prima di servire.
Conservazione
I cecamariti danno il meglio appena fritti, quando la crosticina è fragrante e il cuore resta morbido. Se avanzano, si possono conservare in frigorifero per massimo 2 giorni chiusi in un contenitore ermetico. Per farli tornare croccanti, passarli in forno caldo per 5 minuti o nella friggitrice ad aria. Sconsigliata la congelazione: perdono consistenza e sapore.
La storia dei cecamariti
Dietro questo nome così curioso si nasconde tutta l’ironia pungente e affettuosa delle donne salentine. “Cecare” in dialetto significa accecare, e il significato è chiaro: queste frittelle sarebbero così buone da far “chiudere un occhio” ai mariti, anche davanti a piccoli dispetti o spese di troppo. Un’arma strategica e saporita, nata in una terra in cui le donne hanno sempre avuto un ruolo centrale in cucina… e nella diplomazia domestica.

I cecamariti venivano preparati soprattutto in estate, con le verdure dell’orto appena raccolte, e fritti sul momento, quando la casa si riempiva di profumo e chi passava davanti al balcone si fermava incuriosito. Oggi sono diventati un piatto simbolo della convivialità salentina, serviti come antipasto, finger food o contorno nelle feste di paese e nelle tavole casalinghe. Una ricetta che racconta, con ogni morso, l’arte tutta femminile di prendersi cura… e di ottenere ciò che si vuole.
Varianti intelligenti
La bellezza dei cecamariti è che si prestano a mille interpretazioni. In mancanza di peperoni, si possono usare carote grattugiate o melanzane a cubetti piccoli. Chi non ama il piccante può omettere il peperoncino o sostituirlo con erbe aromatiche come la menta o il basilico.
Per una versione ancora più leggera, si possono cuocere al forno o in friggitrice ad aria a 180°C per circa 12-15 minuti, girandoli a metà cottura. Risulteranno meno unti ma comunque gustosi.
Cucinare, viaggiare e scrivere: queste sono le mie grandi passioni. Dal 2012 porto avanti “Le Mille Ricette”, un progetto nato, quasi per gioco, con il fine di condividere la mia voglia di sperimentare in cucina e che oggi è diventato una vera comunità per gli amanti dei fornelli.