Vitamina D (calciferolo): perché è fondamentale per la salute e dove trovarla

Pubblicato il 21 Aprile 2017

Vitamina D

La vitamina D, anche chiamata calciferolo, è molto più di una semplice vitamina: è un pro-ormone che partecipa a numerosi processi vitali, dalla salute delle ossa al buon funzionamento del sistema immunitario. In Italia, come in altri paesi europei, è comune registrare livelli insufficienti di vitamina D, soprattutto nei mesi invernali. Ma quali sono le sue funzioni, dove si trova e cosa comporta una sua carenza?

Che cos’è la vitamina D

La vitamina D è una vitamina liposolubile, ovvero si scioglie nei grassi e viene accumulata nei tessuti adiposi. Esistono due forme principali:

  • Vitamina D2 (ergocalciferolo): di origine vegetale
  • Vitamina D3 (colecalciferolo): di origine animale o prodotta dalla pelle tramite esposizione al sole

La D3 è la forma più attiva e rappresenta la principale fonte per il nostro organismo. Viene sintetizzata a livello cutaneo grazie all’azione dei raggi UVB, che trasformano un precursore del colesterolo in vitamina D attiva.

A cosa serve la vitamina D

La vitamina D è essenziale per numerosi motivi:

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  • Regola l’assorbimento del calcio e del fosforo nell’intestino, fondamentali per la salute di ossa e denti
  • Favorisce la mineralizzazione ossea e previene malattie come rachitismo, osteomalacia e osteoporosi
  • Supporta il sistema immunitario, aiutando a contrastare infezioni e infiammazioni
  • Contribuisce al corretto funzionamento neuromuscolare
  • Secondo recenti studi, potrebbe avere un ruolo nella prevenzione di alcune malattie croniche, tra cui diabete di tipo 2 e patologie cardiovascolari

Dove si trova la vitamina D

Le fonti alimentari di vitamina D sono piuttosto limitate. Si trova in quantità significative in:

  • Pesci grassi (salmone, sgombro, aringa, sardine)
  • Fegato e olio di fegato di merluzzo
  • Tuorlo d’uovo
  • Latte e derivati fortificati
  • Funghi esposti ai raggi UV

Tuttavia, la maggior parte della vitamina D necessaria all’organismo viene sintetizzata grazie all’esposizione al sole. Bastano 15-30 minuti al giorno, con braccia e gambe scoperte, senza filtri solari, per stimolarne la produzione. Ovviamente, i tempi variano in base a latitudine, stagione, colore della pelle ed età.

Carenza di vitamina D: sintomi e rischi

La carenza di vitamina D è una condizione piuttosto diffusa e spesso silente. Può manifestarsi con:

  • Debolezza muscolare
  • Dolori ossei o articolari
  • Fratture frequenti
  • Senso di affaticamento cronico
  • Calo delle difese immunitarie
  • Disturbi dell’umore e maggiore suscettibilità alla depressione stagionale

Nel lungo termine, può favorire l’insorgenza di osteoporosi, aumentare il rischio di malattie autoimmuni, diabete e persino alcune forme di tumore.

Quando serve un’integrazione

L’integrazione di vitamina D può essere utile in:

  • soggetti anziani
  • persone con scarsa esposizione solare
  • chi segue diete vegetariane o vegane restrittive
  • individui con problemi di assorbimento intestinale
  • donne in gravidanza o allattamento

È sempre consigliabile verificare i livelli di vitamina D tramite esame del sangue (25-OH-vitamina D) prima di iniziare un’integrazione, perché l’eccesso può causare tossicità.

Il fabbisogno giornaliero

Il fabbisogno varia in base all’età, al sesso, alla stagione e allo stato di salute. Le linee guida generali indicano:

  • 400-600 UI al giorno nei bambini
  • 600-800 UI al giorno negli adulti
  • 800-1000 UI al giorno negli anziani

Chi è carente può aver bisogno di dosaggi molto più alti, sempre sotto controllo medico.

Vitamina D e sole: alleati ma con attenzione

Esporsi al sole è fondamentale per sintetizzare la vitamina D, ma occorre non eccedere per evitare rischi legati ai danni cutanei. Una corretta esposizione (evitando le ore centrali del giorno) è il miglior compromesso tra salute ossea e prevenzione delle malattie della pelle.

Conclusione

La vitamina D è una risorsa preziosa per la salute, spesso trascurata. Assicurarsi livelli adeguati attraverso una dieta mirata, una corretta esposizione al sole e, se necessario, un’integrazione è il primo passo per prevenire numerosi disturbi. In caso di dubbi, è sempre consigliabile rivolgersi al medico o al nutrizionista per valutare la situazione e agire in modo personalizzato.

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